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Conversazioni tra Cinema e Teatro:
Quando l'arte cinematografica
ci parla dell'arte teatrale

 

Ciclo di incontri condotti da
Lorenzo Sangalli – Regula Teatro


Quando alla fine del 1800 nasce il cinema, figlio di traguardi tecnologici prima impensabili, l'arte della rappresentazione teatrale è già pluri-millenaria. Il cinema ne eredita perciò alcune caratteristiche mentre, nel contempo, sviluppa nel corso di un secolo le sue pecularità. Ma la parentela è evidente e i loro percorsi, a volte distanti, spesso si intersecano.

Non è prassi frequente analizzare come queste due forme d'arte si influenzino l'un l'altra, nelle tecniche attoriali, nella rappresentazione del teatro stesso nel cinema, nei processi che sottostanno alla relazione tra attori e regista, nelle differenze di approccio drammaturgico nei due mezzi, e così via.

Nel corso di questi incontri ci addentreremo in alcuni di questi temi, analizzando una selezione di opere cinematografiche che li intercettano, e conversando di episodi, curiosità, relazioni, metafore e significati di questi lavori, in modo divulgativo ma anche con contenuti di interesse specifico per "addetti ai lavori", sperando così di innescare anche un confronto e un dialogo tra gli intervenuti.

Sono perciò invitati tutti gli appassionati di cinema e tutti gli appassionati di teatro, e anche attori e registi professionisti. Non è necessaria la conoscenza preventiva dei film oggetto degli incontri.

Gli incontri si terranno presso:
Elf Teatro, Via S.G.Emiliani 1, Milano
MM3 P.Ta Romana/Lodi
www.elfteatro.it


Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Attività riservata ai soci di Elf Teatro.

 

INFO E PRENOTAZIONI:

lorenzo@regulacontraregulam.eu

elf@elfteatro.it

 

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Calendario degli incontri


Domenica 2 marzo 2014, ore 19:30
Pasolini e la rappresentazione del teatro nel cinema
Conversazione su "Che cosa sono le nuvole?" (1968), scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini, con Totò, Ninetto Davoli, Laura Betti, Domenico Modugno.

Un marionettista/demiurgo mette in scena l'Otello in un teatro popolare usando marionette/attori in carne ed ossa. Ma dietro le quinte il mondo della rappresentazione cessa e le marionette devono confrontarsi faccia a faccia fuori copione. Fuori dal palco e giù in platea le cose finiscono per andare in modo assai diverso dal … “previsto". E, infine, per chi è nato e vissuto dentro le mura di un teatro, che cosa sono le nuvole?


Domenica 30 marzo 2014, ore 19:30
Beckett e la drammaturgia tra cinema e teatro

Conversazione su "Film" (1964) di Alan Schneider, sceneggiatura di Samuel Beckett, con Buster Keaton.

Il primo e unico tentativo di Beckett di scrivere per il cinema. Lui stesso lo ha definito "un felice fallimento". Eppure, gli spunti di riflessione a partire da questo tentativo sono moltissimi: come si è adattato al cinema un drammaturgo da sempre abituato a scrivere per il teatro? Come ha usato le peculiarità del mezzo cinematografico? Quali le metafore che ne emergono?


Domenica 11 maggio 2014, ore 19:30
Straub/Huillet e lo straniamento dell'attore nel cinema

Conversazione su "Sicilia!" (1998), scritto e diretto da Danièle Huillet and Jean-Marie Straub

Ispirato al libro "Conversazione in Sicilia" di Elio Vittorini, gli autori e registi ne utilizzano parti staccate tra loro, quasi disinteressati alla vicenda. Gli attori, tutti non professionisti, più che recitare declamano dialoghi solo apparentemente quotidiani, passando attraverso pose statuarie e maschere di sguardi. Le inquadrature molto spesso lasciano fuori campo chi sta parlando. Un raro caso di straniamento nel cinema.


Domenica 8 giugno 2014, ore 19:30
Von Trier e il conflitto attore/regista applicato al cinema

Conversazione su "Le cinque variazioni" (2003), di e con Jørgen Leth e Lars von Trier

Il già famoso regista Lars Von Tier chiama un semi-sconosciuto regista suo conterraneo, della generazione precedente alla sua, per rifare cinque volte un suo cortometraggio del 1967 che da giovane aveva ammirato, a patto che il regista più anziano si sottoponga a una serie di "costrizioni" dalle quali non potrà discostarsi. Leth accetta la sfida e si mette per tre anni al "servizio" di Von Trier che, in una delle variazioni, lo costringe pure a recitare in prima persona. Ma, alla fine dell'esperimento, chi avrà imparato qualcosa, e da chi?

 


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